
"La vita era come una strana vacanza. Mai Jules et Jim avevano giocato una partita a domino così importante. Il tempo passava. La felicità si racconta male perché non ha parole, ma si consuma e nessuno se ne accorge."
[...]
"Quello che è brutto della guerra è che priva l'uomo della sua lotta individuale.
Tornando da una licenza conobbe una ragazza in treno. Parlarono fra Nizza e Marsiglia. Sul marciapiede della stazione, lei gli diede l'indirizzo e per ben due anni, ogni giorno, lui le scrisse con frenesia dalla trincea su carta da pacchi a lume delle candele, mentre piovevano le granate.
Lettere sempre più intime.
La prima cominciava con Cara Signorina e finiva con I miei omaggi rispettosi. Nella terza la chiamava Fatina mia e le domandò una fotografia. Poi divent Mia adorata, poi Le bacio le mani, poi Le bacio la fronte.
Più tardi le descrive la fotografia che lei gli ha mandato e le parla del seno che ha intravisto sotto l'accapatoio e poi passa a darle del tu.
Ti amo tremendamente.
Un giorno scrive alla madre della ragazza per chiederle la mano e così si fidanza ufficialmente senza averla mai rivista.
La guerra continua e le lettere diventano sempre più intime.
Ti sogno sempre amore mio. Carezzo i tuoi seni adorabili e ti stringo tutta nuda a me.
Lei risponde un pò fredda, lui si arrabbia e le prega di non fare la civetta perchè lui può morire da un momento all'altro.
Ed era vero. Vedi, Jules, per poter capire questa specie di amori epistolari bisogna aver conosciuto la violenza della guerra di trincea.
Quella follia collettiva e la presenza della morte ad ogni minuto.
Ecco un uomo che, pur partecipando alla grande guerra, ha saputo combattere ugualmente la sua piccola guerra privata e conquistare completamente una donna da lontano solo con la persuasione."
[...]
Jim: Tra dieci minuti sarà giorno.
Gilberte: Jim... Per una volta potresti restare a dormire qui vicino a me.
Jim: No, Gilberte: se resto, avrei l'impressione di abbandonarti non restando anche domani. Se resto anche domani si finirebbe per essere legati l'uno all'altro. Non sarebbe contrario ai patti ? E poi la notte è finita .. è l'alba.
Catherine : voglio dormire sola questa notte, vai in camera tua
Jim : ma perchè?
Catherine : Non c'è un perchè
Jim : spiegami
Catherine : Non ho niente da spiegare
Jim : resterò accanto a te così buono buono
Catherine: non è vero e poi non so che farmene della tua bontà, sono disgustata, quando viene la sera penso a quel figlio che non avremo mai ho come l'imprerssione di dare un esame, non posso più sopportarlo
Jim : ma ci amiamo Catherine, solo questo conta
Catherine : no! Perchè conto anch'io e io ti amo meno . allora proviamo onestamente a rinunciare l'uno a l'altra. Se ci separiamo e poi mi accorgo che ti amo m'arrangerò. avanti torna da gilberte visto che ti scrive ogni giorno
Jim : sei ingiusta Catherine
Catherine : è vero, ma non ho cuore. ed è per questo che non ti amo e non amerò mai nessuno. e poi ho 32 anni e tu 29. a quarantanni vorrai una donna, io ne avrò 43, ne prenderai una di 25 e io resterò sola come un'idiota
Jim : forse hai ragione, partirò domani. Separiamoci per 3 mesi
Catherine : Soffri! e invece io non soffro più. Non bisogna soffrire tutti e due insieme. quando smetterai tu comincerò io
Jim : Senti Gilberte, devi capire che se Catherine ha voglia di fare una cosa, nei limiti in cui crede di non nuocere ad altri, ma può annche sbagliare, la fa. Perchè le piace e perchè le serve d'esperienza. Pensa così di arrivare alla saggezza.
Gilberte : Piuttosto comodo
Jim : non essere meschina Gilberte.
Gilberte : Non sono meschina, sono gelosa. Lo sapevo già da tanto che doveva finire così. Jim, non partire domani. Ti avrà tutta la vita. Resta ancora qualche giorno.
[...]
"Quello che è brutto della guerra è che priva l'uomo della sua lotta individuale.
E' vero, però io credo che ognuno possa lottare lo stesso, a parte la guerra.
Mi ricordo un artigliere che ho conosciuto all'ospedale.Tornando da una licenza conobbe una ragazza in treno. Parlarono fra Nizza e Marsiglia. Sul marciapiede della stazione, lei gli diede l'indirizzo e per ben due anni, ogni giorno, lui le scrisse con frenesia dalla trincea su carta da pacchi a lume delle candele, mentre piovevano le granate.
Lettere sempre più intime.
La prima cominciava con Cara Signorina e finiva con I miei omaggi rispettosi. Nella terza la chiamava Fatina mia e le domandò una fotografia. Poi divent Mia adorata, poi Le bacio le mani, poi Le bacio la fronte.
Più tardi le descrive la fotografia che lei gli ha mandato e le parla del seno che ha intravisto sotto l'accapatoio e poi passa a darle del tu.
Ti amo tremendamente.
Un giorno scrive alla madre della ragazza per chiederle la mano e così si fidanza ufficialmente senza averla mai rivista.
La guerra continua e le lettere diventano sempre più intime.
Ti sogno sempre amore mio. Carezzo i tuoi seni adorabili e ti stringo tutta nuda a me.
Lei risponde un pò fredda, lui si arrabbia e le prega di non fare la civetta perchè lui può morire da un momento all'altro.
Ed era vero. Vedi, Jules, per poter capire questa specie di amori epistolari bisogna aver conosciuto la violenza della guerra di trincea.
Quella follia collettiva e la presenza della morte ad ogni minuto.
Ecco un uomo che, pur partecipando alla grande guerra, ha saputo combattere ugualmente la sua piccola guerra privata e conquistare completamente una donna da lontano solo con la persuasione."
[...]
Jim: Tra dieci minuti sarà giorno.
Gilberte: Jim... Per una volta potresti restare a dormire qui vicino a me.
Jim: No, Gilberte: se resto, avrei l'impressione di abbandonarti non restando anche domani. Se resto anche domani si finirebbe per essere legati l'uno all'altro. Non sarebbe contrario ai patti ? E poi la notte è finita .. è l'alba.
Catherine : voglio dormire sola questa notte, vai in camera tua
Jim : ma perchè?
Catherine : Non c'è un perchè
Jim : spiegami
Catherine : Non ho niente da spiegare
Jim : resterò accanto a te così buono buono
Catherine: non è vero e poi non so che farmene della tua bontà, sono disgustata, quando viene la sera penso a quel figlio che non avremo mai ho come l'imprerssione di dare un esame, non posso più sopportarlo
Jim : ma ci amiamo Catherine, solo questo conta
Catherine : no! Perchè conto anch'io e io ti amo meno . allora proviamo onestamente a rinunciare l'uno a l'altra. Se ci separiamo e poi mi accorgo che ti amo m'arrangerò. avanti torna da gilberte visto che ti scrive ogni giorno
Jim : sei ingiusta Catherine
Catherine : è vero, ma non ho cuore. ed è per questo che non ti amo e non amerò mai nessuno. e poi ho 32 anni e tu 29. a quarantanni vorrai una donna, io ne avrò 43, ne prenderai una di 25 e io resterò sola come un'idiota
Jim : forse hai ragione, partirò domani. Separiamoci per 3 mesi
Catherine : Soffri! e invece io non soffro più. Non bisogna soffrire tutti e due insieme. quando smetterai tu comincerò io
Jim : Senti Gilberte, devi capire che se Catherine ha voglia di fare una cosa, nei limiti in cui crede di non nuocere ad altri, ma può annche sbagliare, la fa. Perchè le piace e perchè le serve d'esperienza. Pensa così di arrivare alla saggezza.
Gilberte : Piuttosto comodo
Jim : non essere meschina Gilberte.
Gilberte : Non sono meschina, sono gelosa. Lo sapevo già da tanto che doveva finire così. Jim, non partire domani. Ti avrà tutta la vita. Resta ancora qualche giorno.

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